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Cenno storico sulla città PDF Stampa E-mail
Leggende ed incompleti reperti storici fanno pensare alla prima collocazione del paese lodigiano nel lontano periodo degli etruschi ai quali succedettero all'incirca nel 400 a.c. i Galli in discesa su tutta la pianura padana; subito dopo subentrarono i romani che dalle vicine colonie di Piacenza e Cremona ampliarono il loro raggio di occupazione alle fertili terre lodigiane circostanti, da qui il formarsi di gruppi di case coloniche appunto i "casali".
Si pensa inoltre che dall'antico nome di "Casalis Pistorum" ("Pistor" dal latino significa "colui che pesta il grano nel mortaio") si trovasse "il casale dei fornai" ovvero quei forni che servivano per dare sostentamento alle truppe romane che all'epoca della seconda guerra punica furono sconfitte da Annibale sulle rive del fiume Trebbia dopo le vittorie ottenute sulle sponde del Ticino.
 
 Una prima vera fonte attendibile sull'origine della città di Casalpusterlengo è scritta in un documento redatto nel 1025 d.c. e conservato nell'archivio storico di Lodi nel quale si parla della località chiamata "Casale Gausari" che indica l'unione di famiglie dello stesso ceppo.
Il nome definitivo di "Casal de Pusterlenghis" sembra avvenire con la famiglia dei "Pusterla" nel XIV secolo, casato che ebbe i beni come investitura a titolo di "feudo gentile ed onorifico" da parte del vescovo di Lodi Cadamosto che lo concesse a Gabrino e Cavalchino dei Pusterla in nome del duca Barnabò Visconti (foto a fianco). 
 
 
 
  
I Pusterla regnarono per circa un'ottantina d'anni ed il loro castello, di cui rimane la torre simbolo e stemma della città (foto a fianco), fu sede di numerose battaglie al tempo della guerra tra il ducato di Milano e la repubblica di Venezia. Nel 1450 Francesco Sforza, dopo aver conquistato tutto il lodigiano fino a Piacenza, diede in gestione il feudo alla famiglia dei Lampugnani che gli giurarono fedeltà; la famiglia governò il feudo per oltre duecento anni fino alla sua estinzione nel 1665.

Seguirono poi numerose guerriglie interne ed il tremendo periodo della peste; il XVIII secolo vide poi il susseguirsi di invasioni straniere da parte degli spagnoli, polacchi ed austriaci per terminare poi con una seconda metà del secolo tranquilla.       Nel 1796 poi, con la rivoluzione francese, gli eserciti napoleonici attraversarono il fiume Po presso Piacenza ed il loro condottiero fece proprio di Casalpusterlengo il suo quartier generale dove a ricordo di ciò esiste tuttora una lapide.

Con la costruzione del tronco ferroviario Milano-Piacenza, verso al fine dell'ottocento cominciarono i primi importanti insediamenti industriali che trasformò l'economia prettamente agricola del paese in economia industriale con un terziario molto attivo.

 Oggi Casalpusterlengo è una cittadina di circa 14.000 abitanti circondata ancora da una costante ed estesa attività agricola; il centro urbanistico è in costante espansione mentre il centro storico mantiene la configurazione stradale dell'antico borgo.                Edifici che risalgono in prevalenza all'800 con esempi di architettura barocca. Da segnalare oltre alla torre Pusterla, simbolo del paese, la chiesa parrocchiale dei Santi Bartolomeo e Martino sita nella piazza centrale ed il santuario di San Salvario meglio conosciuto come "Santuario della Madonna dei Cappuccini (foto sopra) gestita dagli omonimi frati dell'attiguo convento.

 

 
mercoledì 08 settembre 2010
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